Viaggiare…per la stessa ragione del viaggio

BildEccomi finalmente di nuovo in viaggio. Abbiamo fatto i nostri zaini e ci siamo messi in viaggio con Interrail. La scelta é quindi quella di viaggiare per il viaggio stesso (per la ragione stessa del viaggio viaggiare, diceva de Andre).
E subito diventi un altra persona (sto scrivendo su una tastiera olandese con tasti mancanti quindi mancano accenti e apostrofi). Miri alla leggerezza, perché devi lasciare a casa quasi tutto. Porti sole le cose da vestire che piú ami – ma sai anche che li metti a rischio perché viaggiando puó succedere di tutto. All inizio sembra una rinuncia, ma poi ti accorgi che stai meglio. L anno scorso mi capitó di aver portato con me oltre alla collana e agli orecchini che avevo addosso, anche un altra collana e un altro paio di orecchini. Ma poi non li trovavo piú nel mio zaino e me ne feci una ragione. Quando quasi alla fine del viaggio in una taschina in fondo li ritrovai, mi sorpresi infastidita. Mi ero abituata a non scegliere piú e a mettere tutti i giorni le stesse cose e notai come questo facilitava la vita.
Sei in viaggio, eben. Solo te con poche cose e i tuoi compagni di viaggio.
I pensieri durante il viaggio da un posto all altro per forza girano intorno al muoversi, allo stare nel mondo, alla bellezza dell arrivare (un nuovo mondo davanti da “conquistare”) e ai sentimenti misti del partire (lasciare un posto che hai appena scoperto é triste, ma parti anche per nuove avventure). Scopri che esistono anime nomadi (io sono certamente una), che non vorrebbero fermarsi mai, ed altre, piü sedentarie (come mia figlia Matilde) che sentono il bisogno di crearsi sempre una piccola casetta, nel letto a castello dell ostello, nella tenda… ovunque.
Ma la cosa piú bella che scopri viaggiando ë che esiste solo il presente. In questo momento sono io ad Amsterdam e la mia storia, il mio passato, é solo dentro di me. Mi insinuo, da spettatrice, nelle vite delle persone che attraversano questa incredibile cittä sfrecciando sulle loro biciclette e mi trovano sulla loro pista ciclabile e magari mi suonano il campanello. Solo questo momento esiste e il resto l’ho lasciato a casa.
Ë questo che rende leggere, questo essere solo tu su una pista ciclabile, senza le tue storie, le tue reti di relazioni, la tua direzionalitá, i tuoi  obbiettivi. Sei solo una che da fastidio a un ciclista in un piccolo momento della sua quotidianitá.
Che bello scoprirsi cosí piccole, futili ed effimere!
Sono felice.

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