Non nel nome della sostenibilità!

superman-planeCaro Paolo Campostrini, cara presidente SMG Uli Rubner, caro presidente Kompatscher!

Va bene essere per l’aeroporto. Va bene anche cercare delle buone argomentazioni per volerlo mantenere o ampliare.

Ma per favore, vi imploro, non fatelo nel nome della sostenibilità.

Già definire il traffico aereo trasporto pubblico (presidente Kompatscher) è abbastanza poco corretto  – a meno che non si voglia dolorosamente alludere alle potenti sovvenzioni che la mano pubblica ogni anno pompa nella struttura e in passato anche in una linea aerea fallita.

Ma affermare che 50 macchine inquinano meno che 80  persone in un aereo (Frau Rubner) o parlare di nuova sostenibilità (Campostrini) è davvero assurdo.

L‘aereo è e resta il più inquinante mezzo di trasporto in assoluto. Lo stesso presidente Kompatscher lo scrive nella risposta a una nostra interrogazione: un aereo emette per persona 380 g/km di CO2 – una macchina (che può contenere anche 5 persone) in media 130 g/km – per non parlare di bus (20 grammi) o di treno (40 a persona e km).

Potremmo anche parlare di ossidi di azoto, nostro vecchio conoscente in provincia di Bolzano, per il quale ogni anno sforiamo tutti i limiti con conseguenti danni alla salute (si calcola che ogni anno 200 persone in Alto Adige muoiono prematuramente per ossidi di azoto) e che vengono emessi da un aeroplano più che da ogni altro mezzo.

Ma aldilà di queste noiose cifre vorrei comunicare il mio disagio da cittadina e lettrice nell’ascoltare (o leggere) certe promesse. Perché, caro titolista dell’Alto Adige, il traffico aereo non „ci libererà dalla morsa delle auto“, né sarà il toccasana del turismo. Anche se tutti i passeggeri degli ultimi anni fossero stati turisti, non avrebbero cosituito nemmeno l‘1 % del numero totale di turisti venuti nella nostra provincia. Anche raddoppiando questa cifra, resterebbero il 98% di turisti che sceglieranno di venire con un altro mezzo. E chi arriva in aereo, non si muoverà certo a piedi da San Giacomo, ma si noleggerà una macchina o userà un taxi – sempre a proposito della „morsa delle auto“ da cui saremmo liberati, ampliando l’aeroporto.  Ma dai!

Gentili interlocutori che avete già fatto partire la macchina propagandistica per il referendum, vi chiedo: non sarebbe molto ma molto più intelligente ed economico investire tutti quei soldi pubblici in buoni collegamenti per gli aeroporti di Verona e Innsbruck? In treni regionali e nel trasporto internazionale su rotaia?

Perché pur di mantenere quel giocattolo finto-moderno perdete anche l’onestà intellettuale che vi dovrebbe contraddistinguere, in quanto leader e cronisti?

Vi voglio ricordare che la sostenibilità di cui amate parlare, ha ben tre pilastri: ecologia, sociale, economia; che con l’aeroporto c’entrano come il cavolo a merenda.

Perché, più semplicemente, non scegliete di attenervi al trattato internazionale della convenzione delle Alpi, in cui ci si impegna a non ampliare gli aeroporti nell’arco alpino?

Il rispetto delle regole, il buon senso comune, il bilancio della provincia e non per ultimo e la salute di noialtri ne avrebbero giovamento.

Brigitte Foppa

Consigliera verde

 

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