Fine del governo populista. Che non venga di peggio

Zauberlehrling Comic
Premier Conte hat im Senat seinen Rücktritt angekündigt. In seiner Abtrittsrede hat er noch einmal streng mit seinem Innenminister und Zerrütter der Regierung abgerechnet. In der Auseinandersetzung, in die auch der wiedergekehrte Renzi grätschte, ging es weniger um die realpolitischen Divergenzen als vielmehr um die Art, Politik und Demokratie zu gestalten. Die Auseinandersetzung spielte sich ab zwischen Sache und Symbol, zwischen Argument und Slogan, zwischen Ratio und Testosteron.

Ein bedeutsames Zeichen, dass wir an einem Markstein sind. Das gebietet große Aufmerksamkeit.

Der populistische Hype ist unübersehbar und wurde heute von Salvini in der gesamten ätzenden Klaviatur gespielt. Besonders schlimm ist der Eindruck, dass die 5-Sterne-Bewegung, die selbst die Mittel des Populismus benutzt hat, in der Verheißung, damit das verhasste alte System zu brechen, nun von derselben Masche überrollt wird – fatal und schamlos amplifiziert von Salvini. Das Hickhack über Rosenkranz und Muttergottes, der Wettlauf um das beste Bibelzitat, die Beschwörung von „Familie“ und „Normalität“ – das alles spricht Bände.

Recht hat, wer auf die Möglichkeit eines totalitären Drifts hinweist. Wir alle sind aufgefordert, achtsam und mutig die demokratischen Werte zu verteidigen. Der Moment ist nicht zu unterschätzen. In den Händen des Staatspräsidenten liegt nun eine große Verantwortung.
Aber nicht nur in seinen.

Il premier Conte oggi ha annunciato le sue dimissioni in Senato. Nel suo discorso ha fatto severamente i conti con il suo ministro dell’Interno nonché logoratore del suo governo. Lo scontro in Senato, in cui si è inserito anche l’immortale Renzi, ha rivelato che al centro ci sono divergenze non tanto sui progetti di governo, quanto invece sui modi di fare politica e di attuare la democrazia. Lo scontro era tra fatto e simbolo, tra argomentazione e slogan, tra ragione e testosterone.

Un segno importante del fatto che siamo in un momento di significato storico. Bisogna prestare la necessaria attenzione.

La montata populista è evidente. Salvini oggi l’ha giocata in tutta la sua ustionante magnitudo. Il fatto che il MoVimento 5* venga travolto proprio dai mezzi e metodi di quel populismo – ora brutalmente e svergognatamente amplificati da Salvini – da esso stesso usato e propagato per rompere l’odiato vecchio sistema, deve far riflettere. Il tiramolla su rosario e Madonna, la corsa per la miglior citazione biblica, le invocazioni di “famiglia” e “normalità” sono segni evidenti del vero scontro di mentalità che è in atto.

Ha ragione chi indica la possibilità di una deriva totalitaria. Siamo tutti chiamati a difendere i valori della democrazia e a non abbassare mai la guardia. Il momento non va sottovalutato. Una grande responsabilità sta ora nelle mani del Presidente della Repubblica.
E non solo nelle sue mani.

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