Soundtracks

1. 1983 – Barbra Streisand „Yentl“

Die Brüche und Umbrüche in meinem Leben, in wohl jedem Leben, haben immer auch einen Soundtrack. Ich beginne mit Barbra Streisands Film „Yentl“.
Zusammen mit meiner Freundin Marion, mit der ich damals das Zimmer im Mädchenheim in Bozen bewohnte, sah ich diesen großartigen Film, der von einer jungen Jüdin im Polen Anfang des 20. Jh. erzählt. Yentl darf als Frau nicht die Heiligen Schriften studieren und verkleidet sich daher als Mann, verlässt aber am Ende doch ihr Heimatland und macht sich auf nach Amerika, wo sie in einer offeneren Welt ihr „Piece of Sky“ zu finden hofft.
https://www.youtube.com/watch?v=R8gxezCBscA
„What’s wrong with wanting more? If you can fly – then soar!“ – das war der Aufruf, der meine Jugendzeit beherrscht hat, eigentlich mein Leben.
Das Video heute wiedersehen rührt mich sehr. Auch ich möchte Richtung Himmel rufen: „Papa, watch me fly!“.

2. 1988 – Prince „Purple Rain“

La canzone che mi ha messo insieme al mio amico, compagno e marito Massi.
Era una delle molte stagioni che facevo nell’albergo di famiglia quando venne quel ragazzo della parrocchia di Monza a chiedere un latte caldo („per consolarmi. Mi hanno appena bocciato all’esame di geologia.“) al bar. Ci siamo messi a parlare di musica. Qualche sera dopo mi aiutò a mettere le sedie sui tavoli dopo la chiusura e guardammo insieme „Purple Rain“. Mi piaceva quel ragazzo, magro, strano, ironico. Poi è tornato in albergo settimane dopo, in vespa da Monza, con una maglietta del concerto di Prince. Pensavo l’avesse presa per la mia collega cameriera, ma l’aveva presa per me. Poi sono andata a studiare a Milano e ci siamo messi insieme. La birra di quel giorno che è venuto con la maglietta non me l’ha ancora pagata.
prince

https://www.youtube.com/watch?v=UwHLB-j4pik

3. 1990 – Edoardo Bennato “La fata”

Ero andata a studiare a Milano. Come una spugna assorbivo la lingua e la cultura italiana. Avevo sempre con me quaderni dove annotavo vocaboli, libri, racconti che mi facevano riappropriare (l’ho capito molto più tardi) dei miei geni italiani che si erano persi in storie di migrazione e di assimilazione.
La mia amica e compagna di lotta (erano gli anni della “Pantera” e occupavamo la Statale) Stefania in quel periodo mi fece conoscere il “burattino senza fili” di Bennato. Quante volte, da allora, ho constatato che noi donne paghiamo di più e che se comincia la caccia alle streghe le streghe siamo noi….
Non ho trovato ancora una buona risposta alla questione della donna, ma intanto dedico questa splendida canzone a tutte le donne, le fate, le streghe, le amiche, insomma a tutti i fiori in quella stanza, che mi hanno resa comunque, felice, fiera e ridente dell’essere nata donna.

4. 1995 – Bruce Springsteen „The Ghost of Tom Joad“

Sono diventata mamma.
Am 24. Oktober 1995 habe ich mein erstes Kind geboren. Jonas war das größte Baby der ganzen Abteilung und ich war ungeheuer stolz auf meine Glanzleistung. Ich konnte es gar nicht genug anschauen! Leider schlief das kleine Jungchen so gut wie nie und wenn schon, dann nur bei Tag. Nach drei Wochen ununterbrochener Nachtwanderung haben wir einen „Piano della buona notte“ ausgearbeitet, der dem kleinen Nachtschwärmer ein Ritual bieten sollte, damit er endlich verstand, dass die Nacht zum Schlafen da ist. Teil dieses Rituals war ein abendliches Bad, eine Stillstunde im Schaukelstuhl und anschließend die neue CD vom „Boss“ in Endlosschleife.
Ad oggi penso che nessuno al mondo conosca „The ghost of Tom Joad“ meglio di me. MI ha fatto capire, in quelle lunghe sere cullando Jonas, che ora c’è al mondo qualcosa di più nuovo di me. E che non c’è nulla di più grande di questo poter essere superate da chi viene dopo.

5. 1999 – Fabrizio De Andrè „Ho visto Nina volare“

Nell’inverno 1999 è morto De André, proprio mentre io sapevo di essere incinta della mia bambina. L’avevamo visto in uno dei suoi ultimi concerti a Bolzano che ci aveva incantato.
Dopo la morte di Faber abbiamo guardato tutti gli speciali in TV, piangendo anche se per noi il momento era così felice.
Unser Mädchen wuchs in mir heran. Es war eine lange Schwangerschaft, in der ich Mathilde in mir trug, keine feine Zeit. Im 9. Monat habe ich noch eine sehr schwierige Prüfung an der Uni abgelegt und das Herumsitzen und Lernen fiel mir so schwer.
Umso schöner dann die Geburt Mathildes und ihr Flug in die Welt, „dalle corde dell’altalena“.
An Mathilde sehe ich täglich, was es heißt, Mutter zu sein: Entstehendes beobachten, ein klein wenig Richtung geben und Heimstatt, gehen lassen, zulassen und langsam dazu übergehen davon, die Ältere sein zu müssen dazu, die Ältere sein zu dürfen.
Essere mamma: osservare ciò che cresce, dare un po’ di direzione e un altro po’ di nido, lasciar andare, far succedere e passare pian piano dal dover essere la più grande a poterlo essere.

6. 2005 – Norah Jones „Sunrise“

Molto tardi, a 34 anni, con figli a carico, lavorando e dopo aver accompagnato mio padre nei suoi ultimi tempi, mi sono finalmente laureata e poco dopo ho vinto il concorso per lavorare in Provincia.

Erano anni splendidi, nella ripartizione Cultura, eravamo un gruppo di donne creative, ottimiste, belle, grandi e forti ad apprezzare la vita e le sue bellezze, ridendo molto e traendo energie le une dalle altre.

Die strahlendste von uns ging uns verloren und wir werden sie immer vermissen.
Ich denke an Lisi jedesmal, wenn ich am Morgen der Stadt entgegen fahre und die Schönheit des Lebens in mir feiere, auch für sie.

7. 2013 – Avicii „Wake me up, when is’s all over“

2 anni fa sono stata eletta consigliera. Prima c’erano stati anni molto difficili. Faticavo a sopravvivere al “tritacarne” della politica. Ma ero convinta delle mie idee e ho lottato come una leonessa. E così sono arrivata ad essere eletta capolista per le provinciali (regionali) del 2013 attraverso le primarie aperte.
Ricordo bene come non ho chiuso occhio quella notte dello scrutinio delle primarie. Voleva dire mettersi in gioco per intero. Che sfida! Che rischio! Che paura!
Abbiamo risolto con un fantastico gioco di squadra e la campagna elettorale del 2013 è stata così bella che rientra nelle mie top 5 per momenti di bellezza&fatica di tutta la vita.
Correvamo come dei dannati tutti e tutte. Ho ascoltato moltissime storie e ho definitivamente stabilito che amo le persone ed amo rappresentarle.
Forse per quello da allora sono così felice, pur stando in un mondo, quello della politica, così difficile e complesso e dove è così facile sbagliare ma dove è così bello quando la fai giusta.
Mi perdonerete se per descrivere quel momento magico uso una canzone “del momento”, una che appena superata dalla storia non ha più niente da dare, ma per noi in quel momento era “viva”. Era la canzone della nostra campagna e la ballavamo e la cantavamo sempre e se la sento oggi torno indietro immediatamente nello stato d’animo di allora e per questo a amerò per sempre.

Annunci